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Rassegna Stampa

Nafop e i lettori di Plus24: La 33enne è indecisa su dove diversificare i risparmi a base di BTp ed Etf

Ho 33 anni e solo adesso sto iniziando a costruire il mio portafoglio. Ho un lavoro a tempo indeterminato come consulente marketing, la previdenza complementare va alf ondo Cometa. Non ho una casa di proprietà mia e convivo in affitto. Non ho progetti veri e propri di acquisto di una casa nel breve periodo.
Acquisto semestralmente le azioni dell’azienda per la quale lavoro (Accenture) a prezzo agevolato perché dipendente (sconto del 15%), accantonando direttamente una percentuale dello stipendio (circa 100 euro al mese).
Ho liquidità su due conti correnti, in uno viene depositato lo stipendio mentre l’altro è abilitato per il deposito titoli, che fino ad ora era rimasto “fermo”.
A inizio novembre 2022 ho acquistato un BTp a tasso fisso 2% che scadrà a dicembre2025 (10mila euro) e il BTp Italia di ultima emissione. Anche se ho molto da imparare in questo ambito, l’idea era di iniziare ad investire una parte dell’attuale patrimonio per mantenere, almeno in parte, il mio potere d’acquisto. Oltre alle operazioni già nominate, stavo pensando quindi di investire circa 30mila-40mila euro in Etf il più possibile diversificati. Propenderei quindi per degli Etf globali azionari con la seguente distribuzione: un Etf che replica i titoli azionari a grande e media capitalizzazione (sia su mercati sviluppati sia emergenti), per esempio iShares MsciAcwi Ucits Etf (Acc); un Etf che replica i titoli azionari a piccola capitalizzazione dei mercati sviluppati, per esempio l’iShares Msci Small Cap Ucits Etf. Per il resto non saprei se chiudere con un Etf bilanciato (60% azionario, 40% obbligazionario) o con uno che replica le materie prime oppure con un Etf inflation linked. In generale, nel mio caso non credo convenga acquistare uno o più di questi Etf attraverso un Pac. Un’alternativa, al posto di un terzo Etf, sarebbe avere un fondo pensione aggiuntivo.
Mi piacerebbe ricevere un vostro parere sulla potenziale composizione del mio portafoglio.

Risponde Renato Viero, consulente finanziario autonomo associato Nafop

Il portafoglio della lettrice 33enne trova l’approvazione di Renato Viero, consulente indipendente della RV capital partners che abbiamo consultato per analizzare la situazione. «Gli strumenti scelti sono sicuramente molto validi – spiega Viero –. I BTp in questo momento sono interessanti per quel che riguarda la parte obbligazionaria e gli Etf diversificati globali rappresentano la scelta migliore per quella azionaria».
La cosa importante da capire è la sua propensione al rischio, in secondo luogo sarebbe importante anche fare un’analisi dettagliata degli obiettivi che ci si pone finanziariamente per sviluppare un corretto piano finanziario da raggiungere attraverso il portafoglio di investimento. Tutto ciò serve a prendere, e a mantenere, le decisioni ottimali in termini di asset allocation ossia capire il corretto bilanciamento tra le componenti meno rischiose (obbligazionario governativo ossia i BTp) e quelle un po’ più rischiose (gli Etf globali e commodities).
«La componente obbligazionaria andrebbe integrata nel momento in cui i mercati lo permetteranno – spiega Viero –. A mio giudizio non è ancora arrivato il momento. Fra qualche tempo si potrebbe aumentare la dose di BTp e puntare anche su Etf diversificati su obbligazioni ad alto rendimento oltre che corporate ed emergenti».
Il primo Etf scelto per replicare la componente azionaria globale ossia un clone che replica l’indice Msci Acwi rappresenta una buona scelta per la parte strategica del portafoglio in modo da legare la maggior parte del portafoglio al mercato azionario globale. Integrare con l’indice small cap piuttosto che inserendo altri tipi di Etf settoriali o geografici è una scelta invece di natura tattica che va considerata a seconda del momento in cui si decide di operare.
Il bilanciamento tra le componenti tattica e strategica è molto importante ai fini della performance; e se non si ha una visione chiara sulla componente tattica è meglio attenersi solo a quella strategica.
In caso di inserimento di una componente tattica la sua performance andrà costantemente confrontata con l’andamento di quella strategica per verificare che effettivamente si stia aggiungendo valore.
«Non vedo particolari motivi per comprare il terzo Etf indicato , dal momento che è già presente una buona selezione obbligazionaria ed azionaria (in Etf) in portafoglio e comprare un bilanciato significherebbe fare lo stesso lavoro ma a costi superiori –aggiunge Viero –. Può avere più senso invece comprare degli Etf di replica delle materie prime e dei metalli preziosi ma in percentuali contenute nel portafoglio totale dato che tali componenti hanno una volatilità molto più alta rispetto a equity e bond».
Infine attenzione ai costi di acquisto e ai costi di transazione dei titoli. Un Pac con bassi ammontari rischia di avere dei costi di transazione molto alti e quindi vanificare l’ottimo lavoro effettuato sulla selezione degli strumenti. Meglio aspettare che si accumuli un po’ di liquidità e effettuare gli acquisti a scaglioni minimizzando i costi di transazione. Per quanto riguarda il fondo pensione avendo già Cometa appare superfluo aprire un’altra posizione. Al limite può valutare di incrementare i versamenti per sfruttare al massimo la deducibilità fiscale e arrivare a 5.164,57 euro annui.

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